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Il punteruolo rosso

Lo so, sicuramente vi state chiedendo che ci fa il punteruolo rosso nella sezione cucina. Ma l’Asia, si sa,  affascina i suoi viaggiatori anche per le sue stranezze che non sono solamente culturali.

Il sud est asiatico, a partire dalla Thailandia fino all’ Indocina e ancora una parte dell”Asia che mantiene vive particolari tradizioni culinarie, che per noi Occidentali le potremmo definire solo come delle schifezze. Sono sicuro, che chiunque, anche chi non ha viaggiato da questa parti gli è capitato almeno una volta di vedere dalla televisione o da internet documentari o video girati tra i mercati asiatici con bancherelle che espongono insetti fritti di cui ragni, scarafaggi, vermi, serpenti, formiche ecc. La lista di animali che per noi sarebbe impensabile da mangiare sarebbe lunga ma e meglio fermarsi qui. Ora, chi visita un mercato in Malesia, tra le bancherelle dei mercati può trovare le spezie, la frutta tropicale e anche ortaggi che ancora in Europa non sono arrivati, ma non insetti o altri animali strani a noi.

Il titolo di questo articolo però è il ”punteruolo rosso”. Il suo nome scientifico è Rhynchophorus ferrugineus (nome scientifico) è un coleottero curculionide, proprio originario dell’ Asia. Questo coleottero dal colore rosso è diventato un vero mal di testa per gli italiani che vogliono proteggere la propria palma. In effetti questo malefico animale dal colore del diavolo, nasce e si nutre dalle palme, causandone la morte.

Numerose sono state le confrontazioni tra esperti per trovare una soluzione, che sia anche non chimica, per eliminare il coleottero e salvare le nostre belle palme. Alcune di queste idee sono anche ingeniose ma costose, altre purtroppo fanno uso di prodotti chimici, alcune risultavano troppo stravaganti e quindi impossibili. Anche gli esperti sono intervenuti in questo tema, tra i tanti lo storico degli alberi Antimo Palumbo che ha dichiarato che a Roma il parassita potrebbe portare l’estinzione delle palme entro il 2015. Putroppo, fino ad ora non si è trovato un antagonista naturale che potrebbe risolvere il problema ma  è ancora in fase di studio e al momento non ci sono ancora prospettive di applicazione significative.

Nel Sarawak invece nonostante ci siano anche li tante palme, personalmente non ho mai sentito parlare tra i miei amici che vivono e lavorano li del problema del punteruolo rosso. Ansi si parla sempre invece di una sola cosa mangiare e bere, e tra le tante ricette nominate vi era sempre il verme Sago, una prelibatezza unica del Sarawak. Il sago in realtà è una larva lungo 35 – 50 mm, di colore biancastro con il capo marrone, l’apparato boccale masticatore è ben sviluppato e fortemente chitinizzato mentre il corpo bianco, composto da 13 segmenti, non è dotato di zampe. Insomma assomiglia tanto al bruco. Il bello di tutto questa storia e che anche io ho scoperto solo da pochi anni che il famoso Sago non è altro che la larva del punteruolo rosso.

A conoscenza di questa informazione sono rimasto sbalordito, non tanto per la informazione ma pensavo alle tante occassioni perse nel raccontare agli italiani in viaggio nel Sarawak che il Sago non è altro che il piccolo punteruolo rosso. Pensate alle barzelette che mi potevo creare sul Sago, oppure giocare sul fatto che solo io conosco la soluzione naturale al problema delle nostre belle e amate palme.

Nella storia del Borneo il sago worm è sempre stato e lo è ancora un condimento usato in tante ricette. I popoli indigeni del Borneo, quando andavano a caccia nelle foreste, potevano stare lontani dai propri villaggi anche settimane. Cacciare nell’ ostile foresta tropicale con una semplice ciarbottana non era facile e quindi i tempi di caccia si allungavano. I cacciatori stremati dal lungo tragitto erano costretti a riposare e mangiare tutto ciò che riuscivano a catturare. Tra tutti i vermi e le larve il Sago è quello più semplice da trovare, in quanto nasce all’interno delle palme chiamate proprio Sago, nome scientifico della palma Metroxylon sagu.  Questa larva era la loro principale fonte di cibo, in quanto ricco di proteine. Ora i malesi del Borneo, naturalmente non vanno più a caccia, tranne poche comunità che si trovano all’interno del Borneo, ma anche loro sono modernizzati in quanto forniti di fucili e non ciarbottane. Ma la cultura culinaria del Sago è rimasta ancora solida e di origine protetta perchè si trova solo nel Sarawak e parte del Sabah. Al di fuori del sud asiatico, il sago worm è una prelibatezza culinaria solo nella Papa Nuova Guinea.

Numerose sono le ricette per cucinarla, alcune persone preferiscono però mangiarla viva. Anche alcuni coraggiosi turisti che si recano nei mercati del Borneo sono attratti a provare questa esperienza. In realtà la ricetta più comune e la frittura oppure la zuppa. Se dobbiamo descrivere il gusto della larva si può descrivere che masticata viva si presenta in bocca come una sostanza molto cremosa. Mi raccomando prima di mangiarla ricordate sempre che dovete staccargli la testa. Mentre il Sago cucinato ricorda tanto il gusto della pancetta. Tra le ricette tradizionali però si aggiungono anche quelle più bizzarre ma nello stesso tempo originali. Quella che mi ha colpito di più e che mi ha spinto a parlare del punteruolo rosso è la Sago pizza. Si, signori è toccato proprio alla pizza, la nostra amata Margherita che solo lei ha conquistato tutto il mondo e ha contribuito ha promuovere il nostro paese. Insomma è il paradosso, la pizza che conquista  il mondo e il punteruolo rosso che conquista l’Italia.

È ora permettetemi di scherzare un pò. Se non si trovano rimedi in Italia facciamo come i Malesi. Pizza al punteruolo rosso e tutti i problemi sono risulti ;-).

BUON APPETITO!!!!!

 

 

 

 

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